La musica punk non appartiene per niente al mio universo culturale, ma ho cercato di rimanere aperta al suono così ruvido e ritmicamente indecifrabile.
La fisicità del performer sembrava penetrata, quasi violentata dai suoni, mentre le luci in scena rendevano meno crudele il buio anche se il neon ha una luce fredda e diretta. La parte a terra mi ha turbata e il pezzo con le urla ha una potenza emotiva straordinaria.
La bandiera sbiadita con le braccia-ombre in giù è stata una sorpresa ed un motivo di suspence ulteriore.
Aspetto con molta curiosità il nuovo lavoro come coreografo.
Livia Marin
