Mi sono seduta e le due figure sul palco mi hanno catturato con i loro passetti ammiccanti.
Sono felicemente caduta nella rete dei ricordi tessuti da quegli schiocchi di scoth e dai quei corpi irriverenti.
Ero di nuovo ventenne con tutta l’emozione dei primi incontri con i punk: bottiglie rotte, corpi tormentati e linguacce. Il palco si è dilatato sotto i passi i balzi e le mosse delle due performers e mi son sentita un po’ punk con loro, mi son alzata più libera: l’arte aveva prodotto la sua magia.
Patrizia Duso
