Una persona ricerca nella terra che vibra – come un rabdomante – una risposta al suo appello; la sua richiesta di aiuto è un lamento, una preghiera. Allo spettatore arriva la sofferenza, la costrizione dell’anima e del corpo, vincolato in movimenti meccanici, privato della propria autonomia.
Una performance vitale, a dispetto delle catene che racconta, un cuore umano la cui PULSAZIONE si avverte oltre il frastuono metallico. Venitemi a salvare VENIAMOCI a salvare.
Letizia Tonello
