Una leggerezza continua

Non farò nessun commento che non mi spetta su elementi tecnici, ma cercherò di raccontare che cosa ho provato come spettatrice partecipe.
Non ho sentito la pesantezza della prima situazione com’era descritta nel foglio di sala. La fisicità della danzatrice portava in sé una leggerezza continua anche nei momenti più drammatici. La sensazione più chiara che mi è arrivata è stata quella di smarrimento rispetto all’ambiente circostante. Mi sono praticamente identificata in quel vagare intorno nel tentativo di controllare lo spazio, operazione che tendo a fare ogni volta che entro in un luogo sconosciuto, a volte con il corpo, a volte solo con gli occhi. Dopo la notte scura la danzatrice mi ha strappato un sorriso con il suo energico e simpaticissimo movimento ritmico … avrei volentieri danzato anch’io…

Tornando in auto con le compagne Spettatrici Danzanti ci siamo dette che per comprendere meglio la poetica artistica di Rondini sarebbe stato interessante vedere dei video sul suo lavoro di danza di comunità.

Livia Marina