Seppur seduta in fondo alla sala del teatro Bixio, Stefano Questorio ha saputo trasportarmi nel suo universo al punto da volerne imitare i movimenti da seduta sul bordo della mia poltroncina.
Ogni vertebra, ogni scossa vibratoria o movimento di costola attiravano il mio sentire.
La musica punk dei Suicide ha avvolto completamente l’ambiente e mi ha portato in un viaggio stridente, torturato, a volte pure dolce.
Abile il gioco di neon che definivano lo spazio e le diverse scene. Una volta puntato sul pubblico, ha fatto sparire il performer, mettendo ancora più in evidenza i minimi movimenti delle sue mani.
Il giradischi in scena con il vinile che girava, a cui l’artista si dirigeva per cambiare i lato e quindi scena poi, resta un intrigante oggetto scenico ed evocativo.
Potente! Grazie
Nadia Acco
