Un canto d’amore

La scena: sul fondo una tela bianca leggera dietro si intravvedono agglomerati di palloncini/sfere gonfiati trasparenti e argentati tenuamente illuminati, come un ingrandimento sfuocato di un prato innevato, oppure di un iceberg sotto il livello dell’acqua.
Entra un solo danzatore con una tuta bianca e screziature scure mimetica.
Poi due, insieme diversi struttura e alito.
Acqua dura, la goccia è la lente di tutto un mondo.
Posture entrano si trasformano escono/viaggiano
Abbandono sensuale alla natura
Fierezza penetrata dall’emozione
commovente come un campo
L’erba soffiata e falciata dal vento
Struggente
Un canto d’amore
Ali che corteggiano
Ghiacciolo che si frantuma
Rami spezzati dal peso della neve
Tonfi
Invertebrati senza occhi
Suoni dalle profondità, elettronica degli spazi anche emotivi.

Francesca Contrino