I movimenti sono geometrici, quadrati, diagonali dall’inizio alla fine, vedo linee precise, movimenti completamente controllati e collocati in un posto preciso del palco. Le due danzatrici hanno due corporeità diversi e soprattutto due ritmi opposti. Una è blu, l’altra verde, e questo sfondo sempre giallo. Quasi te ne dimentichi mentre vai avanti, ma quando finalmente cambia colore, respiri di nuovo. La ripetizione dei movimenti, la musica di Mozart modificata e questo tema giallo propongono un’atmosfera piuttosto strana.
Individuo una struttura precisa suddivisa in 4 parti/quadri distinti dalle qualità del movimento, dalla geometria dei movimenti pure, e dalla musica a volte..
Il primo mi ricorda una ripetizione di esercizi più o meno tecnici, con lunghe ripetizioni di movimenti attribuiti a ciascuna delle due interprete. Lo sguardo malizioso ed espressivo presente in tutto lo spettacolo porta un significato enigmatico che non capisco bene.
Tuttavia, percepisco un senso di gioco, forse una sfida, una volontà di giocare come due gatti che si stuzzicano a vicenda, si incontrano a volte, e poi si staccano per fare i loro affari in altri momenti.
La seconda parte identificata la chiamerei: « TapTap ». Ricordo questi piedi militari su punte che battono il palco producendo questo suono caratteristico delle punte. Questi « TapTap » disciplinati seguono una linea, una dietro l’altra, in fila.
La terza parte mi è apparsa un po’ diversa, la luce più scura rinfresca sorprendentemente lo spettacolo e propone un falso gioco di ombre. Anche qui, una sovrapposizione, una dietro l’altra. La quarta e ultima parte ci immerge in un altro raggio. Questo rosso sul bordo della parte posteriore del palco. E una danza più energica, un finale che utilizza le stesse qualità di movimento.
In generale, questa creazione molto ripetitiva mi ha affascinato. L’ho guardato con attenzione, senza mai poter entrare veramente nell’atmosfera proposta.
Camille Ythier
