Francesca Foscarini possiede una sua particolare qualità di movimento che affascina per l’intreccio di leggerezza ed eleganza. In questa coreografia attraversiamo il territorio umano e animale il cui confine non sempre è ben definito. Il tappeto sonoro evoca la campagna, ma anche la giungla. Asimmetrie, isolazioni e dislocazioni nello spazio, rese possibili dalla plastica capacità di articolare e disarticolare il corpo, offrono uno sguardo su animali immaginari.
Un’ esplorazione sull’aggressività agita o subita, sul dolore, sulla vitalità e sulla bellezza. Ogni “animale” ci propone sentimenti ed emozioni con cui confrontarci al di là della maschera che indossiamo. Lo specchio è l’invito al secondo sguardo: quello all’interno di noi. La contemplazione della nudità è la caduta della maschera che nasconde la bellezza.

Felicia La Spisa
