Senza dubbio siamo animali…stupendi, luminosi, capaci di grandi cose, terrificanti, fragili e potenti.
Animali…e nel caso ce lo dimenticassimo Davide Valrosso ce lo ricorda: veniamo dall’acqua, torniamo all’acqua, poggiando (lui mirabilmente) i piedi sulla terra in questa breve vita.
Danziamo una danza perenne dagli albori dell’umanità, dalla nascita della nostra individualità.
È una danza filogenetica e ontogenetica.
Con i vestiti addosso, veliamo l’animalità ed eretti, rivolti verso il cielo, cerchiamo la connessione con il divino. Ma spogliati, disadorni, ci pieghiamo su noi stessi, cerchiamo il nostro equilibrio, sperimentiamo ciò che possiamo fare con il nostro corpo e lo ri-scopriamo: è la nostra casa.
Guardo questo corpo nudo muoversi e dirmi tutto questo, accompagnato da una musica che non so più se è musica, perché è il mio respiro: sto respirando a tempo di danza, la sua, la mia, la nostra.
Finisce la danza sul palco e continua in me. Davide, al posto mio, avrebbe detto “appoggio il piede ed è un riverbero in tutto il corpo”. Sto riverberando.
Cristina Battolla
