Essere malata mi aveva tolta dal lavoro e mi aveva dato una chance di andare ad una conferenza sulla danza al Museo Civico di Bassano.
Partii in auto, con i miei capelli grigi appena ricresciuti ed un po’ di sovrappeso e mi sedetti in un posto in fondo alla sala. Un amico mi riconobbe, mi disse che mi trovava in forma, mi chiese di far parte di un progetto di visione di danza e non solo.
Ecco … ancora una volta la mia vita riprendeva senso dal corpo … dal corpo come metafora di una direzione collettiva che raccoglie la fragilità e la getta nella mischia del futuro, dell’immaginato, dell’utopia di un mondo altro.
Non solo ho potuto incontrare grandi autori ed interpreti, ma ho anche partecipato ad un evento molto importante.
Livia Marin
