Quando sono seduta sulla poltrona, in platea, e si spengono le luci, per un attimo, nel buio, l’eccitazione si riempie di curiosità e stupore per ciò che dovrà accadere.
Il mistero viene in pochi minuti generosamente svelato e violato, quasi a non voler lasciare alcun dubbio sulla lettura e sul significato della performance.
I drammi si sovrappongono con smisurata insistenza, i gesti del corpo, studiati con accurata minuzia, hanno un sapore artificioso.
Il dialogo fisico tra i personaggi si fa costantemente violento, in una sorta di psicodramma.
La storia assume una decisa sproporzione tra gli elementi che la compongono, trasformandosi in una personalità grottesca, che suscita in me sensazioni contrastanti e confuse.
I corpi bagnati, finalmente, si fanno respiri profondi, e allora sembra che nulla sia perduto.
Lucia Parisi
