Mani e Cuore

Avrei affondato le mie mani negli spazi infiniti delle loro costole, che custodivano tutta la tenerezza e la fragilità del nostro esistere.
Stretto quelle vene per sentire pulsare il sangue e vederlo scorrere come un ruscello spinto dal vento.

Sarei ritornata alle origini, come i due corpi, avrei afferrato il loro odore, cercando nelle radici della terra, strappandomi la pelle per avere uno sguardo più puro che ho dimenticato.
Avrei ritrovato le mie abitudini, estirpate e disperse, in un tempo ormai remoto.
Sfiorando i due cuori commossi, li avrei messi nel mio petto per sentire di nuovo palpitare il ricordo di ciò che ero stata e che voglio essere ancora.

Lucia Parisi