Qui si è creato spazio.
Qui un “tunisino boy” è danzato dai suoi antenati.
Qui è stato teso un filo
(un funambolo-animale avanza titubando).
Qui le ombre fremono al ricordo di carezze.
Qui i vivi e morti non sono più così distanti
(così distinti).
Qui tutto finisce in un brivido lungo braccia piedi e ossa.
Chiara Bortoli
