due corpi in viaggio, sperimentatori di lunghe solitudini
uniti da un cavo elettrico che è anche cordone ombelicale
una danza unica che rimbalza – sul filo sottile della sensorialità
come espandersi di universo
corpo luce – corpo segreto
infinito labirinto di traiettorie corporee
irrompe un sole, scombina l’ordine
l’aria stessa prende vita insieme ai corpi
e quello che sembrava un ingombro diventa la Luna
una luce si sfarina nel buio completo
atmosfera cosmica
evoluzioni quasi mistiche
la coreografia è come un mantra
e di nuovo i corpi si disperdono nella nebbia, in evoluzioni sinuose che ricordano la danza dei dervisci
due corpi in viaggio
senza racconto, ma non senza storia
vi accorgete e vi vedete
in un nuovo lessico della coesione
nella relazione risaltano due distinte individualità
personaggi che non si toccano, che sono vicini e lontani
non cadono, non volano, esistono solo nel mezzo
