Pas de deux

Nel buio rarefatto di un immaginario paesaggio post apocalittico, due figure si incontrano, ma non si toccano mai né si sfiorano, improvvisando su traiettorie stabilite che indagano sé stesse e lo spazio. La luce è un ingombro, un faro il cui filo si snoda senza inciampo, ma incrocia lo sguardo degli spettatori, li abbaglia, rompendo le barriere tra la realtà e l’immaginazione. La musica si frammenta, emerge da macerie, mentre la danza si compone virtuosa in legami astratti che reinterpretano e formano un nuovo lessico della coesione.

Giulia Capraro