Il morto che parla.
Va di qua, va di là, balla, espone il suo nome appena scritto, la sua età immaginaria e il numero “0”; tutto può cominciare ovvero tutto può finire.
Il morto che parla che più vivo non può essere, sguardo che cerca e trova, il suo quaderno verde regalato dal fratello grande, la sua voce, la sua danza che diventa storia, sangue che scorre nelle vene, onde di vento, di sabbia.
Libertà
Indipendenza
Scongiurare, schivare l’attacco.
Mi arrotolo, mi fermo e rotolo ancora. Mi copro con il “Paradiso” bianco, annodato, che stringe.
Mi alzo verso l’infinito del cielo.
Non dimenticarmi
Non ti scordare di me
Non mi dimenticare…
Non ti dimenticherò

Gabriela Rodriguez Cometta
