Dello spettacolo Space Oddity_live ho particolarmente apprezzato la capacità della danzatrice di generare situazioni diverse semplicemente attraverso la qualità del movimento, unito ad uso ragionato delle luci. Il suo corpo all’inizio mi sembrava fluido e denso come l’acqua, ma anche preciso e deciso. Poi la luce ha creato un cerchio, così anche la danza si è fusa con questa geometria, con le braccia che disegnavano vortici e i piedi che giocavano con la circonferenza.
Nella luce piena il movimento è divenuto lineare, forte, quasi una sfida, per poi trasformarsi in scosse e infine in un rallenty ipnotico accompagnato dall’intermittenza delle barre al neon. Uno spettacolo curato e interessante.

Giulia Andreotti
