In auto con alcune spettatrici danzanti si diceva come i costumi di scena nella danza contemporanea siano a volte troppo volutamente informali. Mi è venuta in mente questa opinione quando con sorpresa, molto gradevole, ho visto i costumi delle tre danzatrici: perfetti, eleganti e non ingombranti.
Voilà… la danza continua a stupire.
Una coreografa o un coreografo esce dalla moda del calzino con le righe o le magliette colorate. Un’altra volta le magliette e i pantaloni tutti diversi denotano la singolarità… mai pensare di aver capito!
La musica come ospite atteso ed accolto ha reso i movimenti congelati traiettorie inattese, raffinate, piene di sorprese.
Nel secondo pezzo ho riconosciuto due danzatrici che avevo apprezzato in “La guerra granda delle donne” ed è stato come incontrare due care amiche. Ero molto curiosa di come avrebbero interpretato una musica così romantica.
Ero estasiata, stupita, ammirata.
Le corse e le cadute respirate mi hanno fatto provare una gioia che solo la grande danza può dare.
COMPLIMENTI A TUTTI!
Silvia poi ha dato un prezioso contributo alla comprensione del lavoro durante l’intervista finale.
Livia Marin
