L’importanza del viaggio

Il titolo ci porta alla lingua araba e al sottile equilibrio tra dolore e speranza.
La parola resta importante nello spettacolo con un testo in inglese scritto dall’interprete stesso, che fa da voce narrante alle sue azioni. La musica, come il testo sostengono benissimo il racconto (John Cage, Fever Ray…)
Per tutto lo spettacolo Mounir ha saputo imbarcarmi nel suo viaggio, con una presenza che si sprigionava da ogni cellula del suo corpo fino alle estremità dei suoi riccioli.

Viaggio di esitazione, dall’attesa in una panchina al primo passo che avanza, che si apre agli altri, incognite. Che incontra, anche con interazioni con gli spettatori.
Saranno dolori? Mi faro’ male? Speriamo di no, al peggio torno nella mia tana…

Nadia Acco