La voglia di conoscere

ANIMALE di Francesca Foscarini mi ha lasciato molto su cui riflettere, a livello di immagini, di scelte coreografiche e di intenzioni.
Ciò che mi ha colpito maggiormente è l’equilibrio e il disequilibrio tra il suo stare dentro il “viaggione” di cui parla a fine spettacolo e la sua attenzione alla relazione con il pubblico. Ci sono spettacoli che sono manifesti politici, altri che vogliono narrare storie, il suo, parlo per ciò che mi è arrivato non conoscendo il suo intento reale, è la “forma” che mi incuriosisce di più: un alternarsi di praterie e fitti boschi, cieli aperti e tempeste, immagini e movimenti che alternandosi ti riempono di spunti e pensieri.

Guardando lo spettacolo ANIMALE mi è arrivata tanta voglia di apprezzare la vita, cercare e conoscere nuove cose, leggere, scoprire il corpo nelle sue possibilità e assaporare l’intenzione che è possibile mettere in un movimento. Impressi nella mia mente le immagini del suo muoversi con chiarezza, dei passi a volte fragili altre volte radicati che la collegano al suolo e delle mani che sfiorano, premono, colpiscono il corpo. Avevo più volte l’impressione di prevedere cosa stesse per accadere (questo perché probabilmente lo spettatore è molto chiamato in campo) altre volte invece sono rimasta sorpresa, esempio inaspettato è stato il finale, corpo nudo scelto non solamente per estetica ma anche per la funzione.

Mi piace tornare a casa e aver voglia di sapere di più:

Lucrezia Gabrieli