ALASKA/CHOPIN: la coreografia di questa danza ci restituisce una sorta
di “incomunicabilità relazionale” algida e ripiegata su se stessa e le
danzatrici sono molto brave nell’esprimerla con dei rimandi di distanze
e riavvicinamenti che testimoniano la loro frustrazione ben supportata
dalla tensione musicale “irrisolta” di Chopin.
VAN BEETHOVEN: qui, invece, si assiste all’esplosione della voglia di
vivere e di amare la vita in tutte le sue manifestazioni.
La coralità del corpo di ballo è sovrana e ti travolge espandendo un’atmosfera di
gioia leggiadra.
Antonio Fontana
