La guerra di ciascuno

Ambiente scenico: Pinacoteca di palazzo Chiericati, circondarti da quadri che ritraggono figure umane e mitologiche. D’un tratto, ecco che appare il protagonista della danza, in pose lunghe e meditative. Costruisce nei silenzi e nei canti da lui intonati un dialogo con Sarajevo.

L’uomo, la metamorfosi, la speranza di risollevarsi ora, in questo momento storico, dall’oppressione, dalla guerra che si combatte non solo con le armi, ma ogni volta che si offende l’esistenza nella natura di ciascuno. Le contorsioni del corpo, il viso seminascosto dalle mani o dalle braccia, la mimica simbolica, vibrano d’intensità nell’interpretare le emozioni, in particolare la solitudine/morte che tormenta la società di oggi… tutto espresso in un sottofondo di campane, scrosci d’acqua, respiri e sogni.

Carmen Pietroluongo