Immersi in un paesaggio sonoro

Molto avvolgente il linguaggio di teatro/danza proposto da Manolo e Valeria, tenendo conto, anche dello spazio esiguo del teatro. 
Molto bello il paesaggio sonoro creato da Flavia che accompagna ed “innerva” tutta la performance.
Due sono i momenti che non mi hanno preso emozionalmente, il primo legato alla danza: la prima parte con il gioco di luci l’ho trovata troppo  “estranea ” al linguaggio dei corpi. 
Il secondo riferito al commento sonoro: mi è sembrato un po’ banale il richiamo ad un’atmosfera finto “spaghetti western”.

Antonio Fontana