Mi ha molto colpito la scelta di tenere celato il volto per tutta la durata della performance: ho percepito la volontà ma anche la necessità di cercare una distanza con il pubblico, bensì essa esistesse attraverso le immagini che il corpo creava. Penso sia un tema molto sentito nella società attuale, soprattutto tra i giovani e le nuove generazioni: l’incapacità di comunicare a parole o il timore, la ritrosia a esporsi, a esprimere il proprio punto di vista con gli altri, al dibattito o al confronto.
Mi ha fatto riflettere molto anche il suono delle campane che, come ha poi suggerito Gennaro durante la chiacchierata, possono ricordare l’immagine di mandrie di animali: oggigiorno si tende a scegliere quello che propone la massa, esattamente come le mandrie, si teme l’individualità, la diversità.
Il rallenty e il movimento lento inoltre, hanno lasciato libera l’immaginazione e hanno contribuito ad aumentare l’ascolto verso le mie sensazioni interiori.
Mariabeatrice Farinello
