Giacomo Giurietto

Spettacolo inusuale, complicato nella sua semplicità.
Un connubio, quasi una simbiosi tra i due performer ma soprattutto con il libro, che sembra essere lui il protagonista e i due ballerini solo una figura di contorno. La danzatrice si presenta fin da subito molto stressata, inquieta, con la fretta e l’ansia di dover spostare i libri senza riuscire ad aprirli. Personalmente penso che quest’ultima cosa potesse essere sviluppata un po’ di più e giocata assieme all’altro attore, magari in una continua lotta per aprire questo “forziere”.

Dall’entrata del secondo danzatore lo spettacolo inizia a prendere una svolta leggermente comica che riesce a non annoiare lo spettatore. Sembra quasi come, dato l’utilizzo delle parrucche, che i due corpi siano inerenti a una stessa persona e stiano cercando di fondersi in uno solo. Il tutto viene eseguito con un certo distacco dato dalla paura precedentemente espressa dall’apertura del libro, quindi l’apertura di una porta buia e profonda all’interno del nostro io.

Unica cosa che mi ha personalmente non mi ha convinto sono le tempistiche tra scene consecutive, che ho trovato un po’ troppo lunghe in certi momenti.