Fragilità

Mounir Saeed, artista egiziano, ci presenta uno spaccato della sua vita: un’attesa realmente vissuta, una sospensione in un limbo aeroportuale che non si sa se sfocerà nel Dolore (ALM) o nella Speranza (AML). Che direzione prenderà la sua (e la nostra) vita? Come ci rapportiamo con il prossimo che incontriamo? Siamo consapevoli di non conoscere veramente la storia di chi abbiamo di fronte, oppure inconsciamente viviamo nella presunzione di credere di sapere tutto? L’artista ci accompagna in questa riflessione attraverso il racconto della sua vita (in inglese), insieme ad un continuo scambio di sguardi con gli spettatori e l’interazione con essi.

L’atmosfera che si crea è intima (grazie anche alle scelte musicali e ad un’improvvisazione danzata priva di limitazioni) e davanti allo spettatore un essere umano si svela nella sua fragilità, nel suo vulnus. L’onestà e l’urgenza di raccontare la propria storia sono percepibili, facendo passare in secondo piano certe debolezze che in uno spettacolo meno “intimo” salterebbero subito all’occhio causando un’esperienza negativa. Dimostrazione ennesima che il contenuto, spesso, è superiore alla forma.

Marco Pasquale