Esperire

Quello che è successo nel foyer del teatro comunale ieri sera non può essere definito VEDERE, ma ESPERIRE.
Ogni caduta, ogni sguardo regalato o negato, ogni piccolo o grande movimento, molti così insoliti da sembrare dolorosi, portava a SENTIRE con la danzatrice/coreografa.
Umano, no. Animale, no. Cambi rapidi e straordinari di ritmo ed una fisicità potente ed esile insieme inchiodano l’attenzione.
Non voglio e non posso commentare la visione dell’unicorno bianco sul busto nudo. LACRIME DI COMMOZIONE.

Livia Marin