Corpi in connessione

Manbuhsa

Quel bonheur !
Era da tanto che non vedevo uno spettacolo che mi dava così tante sensazioni.
Fin dall’inizio sono stata catapultata nell’universo di queste due creature in scena, quasi una giungla dove seppur a distanza i due danzatori sono da subito in connessione…di corpi, di luce, di ritmi!
Questa relazione potente non si rompe mai ed evolve in varie fasi e sfaccettature, evocando senza mai sfociare nel volgare. 
Un filo in tensione tra i due. Movimenti precisi e mai scontati. 
I due corpi vibravano tra loro e facevano arrivare questa vibrazione fino al pubblico. 
Bravi!!! Spero di rivedervi presto 🌻

Remember my (lost) family

La parola che mi porto a casa rispetto allo spettacolo “Remember my (lost) family” è Asincronicità.
L’asincronicità nelle relazioni tra i personaggi rappresentati in scena, tra desideri sfalsati, comunicazione che non fluisce…Questa dissincronia d’intenti fa completamente disfunzionare i rapporti, salendo all’apice con l’espressione violenta tra i protagonisti in scena (che a tratti mi ha portato quasi a sentire repulsione e odio).
Ma anche l’Asincronicità come fuori tempo tra il reale e il rappresentato. Oltre che filo rosso del tema affrontato, ho sentito Asincronicità nelle scelte coreografiche che mi mettevano “fuori tempo” nel senso che sbalzavo da un tipo di atmosfera molto intensa e di pathos ad un cambio repentino in cui la musica e i gesti riproducevano la scena ma, dal mio punto di vista, facendo perdere credibilità…Forse il tentativo era di alleggerire un tema tanto pesante, ma il rischio di cadere nel “finto” è grande.

Nadia Acco