Che colpo, la scena. Il pavimento coperto di cartoni tenuti fermi con lo scotch.
Ma io ho già visto qualcosa del genere. C’era della gente che lavorava… ma anche Hamdi parla di gente che lavora. Gli interessa il mondo del alvoro, con la sua fatica, i suoi valori. Anche la sua bellezza, perché no?
Ci sono. L’ho visto in un quadro. Ci sono degli uomini che lucidano il parquet. Braccia forti. Pantaloni “alla vecchia”, di stoffa scura.
Sono loro. Quelli di un quadro che. a suo tempo, è stato disprezzato perché troppo esplicito. Come se lavorare fosse qualcosa da tenere nascosto.
Invece no.
Attorno ai “Raboteurs de parquet” di Gustave Caillebotte ho scritto la mia lista delle azioni che lo spettacolo di Hamdi mi ha ispirato, quelle che mi hanno colpito, e i pensieri che hanno suscitato.
Sotto allo studio per uno degli operai ho riscritto la lista.
Ma ho trovato una foto di una delle rappresentazioni precedenti di “Tumeur(s) de terre: il pavimento foderato con i piedi di Hamdi in azione.
E qui mi sembra il posto adatto per spiegare cosa succede QUI.



Manuela Dal Castello
