Davide Valrosso, Biografia di un corpo
Il buio,cosi enigmatico e misterioso,ci avvolge.
Ci pone nella condizione di cercare una piccola luce che crei una linea sensibile tra noi e ciò che guardiamo.
Il nostro sguardo si fa attento , non solo sul corpo inteso come scultura artistica e perfetta,ma su quella scia che prende forma un attimo dopo che il gesto si è espresso, costringendoci a ritornare indietro, in quel tempo che sembra rimasto vuoto, ma che in realtà è già abitato e plasmato.
È il corpo, che con il suo svolgersi occupa dei luoghi rimandandoci un immediato riconoscimento di esso?O è la continua metamorfosi di volumi,di giochi e d’ombre,di pieni e di vuoti, a determinare quella danza?
Valentina Dal Mas, Figli del Big Bang
Una creatura di un altro mondo, di un altro pianeta, che con la sua personale e giocosa interpretazione, mi ha regalato forti e contrastanti sensazioni.
Un’energia che si è manifestata in ogni suo gesto e in ogni sua parola.
La scelta, non facile, di unire, intrecciare e accompagnare il movimento del corpo alla voce,è risultata vincente .
La narrazione scorreva generosa e fluida, in un monologo diretto e incisivo;il ritmo incalzante dava vita a momenti di grande coinvolgimento.
Le coreografie, entravano e uscivano con leggerezza, misurando accuratamente nello spazio, linee, curve e punti.
Ogni tanto un’esplosione di accenti, un riconfermare costantemente che siamo diversi, ma che cerchiamo e desideriamo insieme.
Voci di bambini giocano da un punto all’altro della terra, riecheggiando in tutto l’universo.
