Bozza

La veglia funebre è passata, i parenti e gli amici si sono allontanati e due anime si ritrovano a contemplare i loro corpi fisici nella solitudine di una cappella gentilizia… o forse sono in una cella frigorifera di un obitorio?

Il lento scrutare diviene presto una danza disperata, una ricerca dell’altro, un tentativo di ritrovare la propria parte mancante per poter intraprendere l’Ultimo Viaggio insieme, uniti nell’eternità.

Lo spettacolo era in anteprima nazionale e infatti la sensazione complessiva era proprio quella di aver visionato un abbozzo di lavoro; non solamente dal punto di vista tecnico ma anche nella direzione da seguire, nella necessità di dire e condividere qualcosa con gli spettatori. Tutto quello che fa da cornice ad uno spettacolo (luci, musiche, oggetti di scena) non deve diventare il soggetto dello spettacolo; la sensazione durante l’incontro col pubblico è stata invece quella che i performer avessero molti spunti su cui lavorare, ma che si fossero soffermati troppo sul contenitore più che sullo sviluppo del tema. Quest’ultimo è ovviamente un argomento difficile da trattare, infinitamente complesso ma, allo stesso tempo, pieno di possibilità: la mia speranza è quella che gli artisti, alla pari dello loro anime, si distacchino dal peso materiale per dedicarsi all’essenza.

Marco Pasquale