Si cade talvolta nel cuore delle cose
Pensavo
che oramai non fosse più possibile
credevo
che il tempo della vita fosse per me troppo avanti
perché un sogno antico potesse darsi –
nuovo.
Mi sbagliavo.
Lei mi è venuta incontro
mi ha presa e
ha iniziato a picchiare forte.
Ha portato via vecchi grumi
e umori –
ne erano piene le stanze –
sacchi ammucchiati
che ha caricato sulla sua schiena –
feroce e
paziente.
Ha spaccato esoscheletri
frantumato ossa surrettizie
impedimenti travestiti da sostegni.
Mi ha dato un corpo che
sente di stare dentro a –
di tenere dentro –
altri corpi
non più
non solo
umani.
L’involucro della pelle si spacca
e scopre e lascia entrare
radici e terra e luce e acqua e
un’aria che ti respira.
Molecole amminoacidi proteine.
Chimica.
Mi ha messa in un tempo nuovo
in uno spazio curvo
qui e altrove
ora e
– da quando?
Mi ha spinta nella fame della verità –
intus-legere che non si sfama del logos.
Il verbo si è fatto carne.
Sono caduta
– nella danza.
Ho visto
un modo di lasciare
un’orma visibile
ma non indelebile
su questa terra
stanca
che pure ci sorregge.
