Silvia Basso


Si cade talvolta nel cuore delle cose

Pensavo
che oramai non fosse più possibile
credevo
che il tempo della vita fosse per me troppo avanti
perché un sogno antico potesse darsi –
nuovo.
Mi sbagliavo.
Lei mi è venuta incontro
mi ha presa e
ha iniziato a picchiare forte.
Ha portato via vecchi grumi
e umori –
ne erano piene le stanze –
sacchi ammucchiati
che ha caricato sulla sua schiena –
feroce e
paziente.
Ha spaccato esoscheletri
frantumato ossa surrettizie
impedimenti travestiti da sostegni.
Mi ha dato un corpo che
sente di stare dentro a –
di tenere dentro –
altri corpi
non più
non solo
umani.
L’involucro della pelle si spacca
e scopre e lascia entrare
radici e terra e luce e acqua e
un’aria che ti respira.
Molecole amminoacidi proteine.
Chimica.
Mi ha messa in un tempo nuovo
in uno spazio curvo
qui e altrove
ora e
– da quando?
Mi ha spinta nella fame della verità –
intus-legere che non si sfama del logos.
Il verbo si è fatto carne.
Sono caduta
– nella danza.
Ho visto
un modo di lasciare
un’orma visibile
ma non indelebile
su questa terra
stanca
che pure ci sorregge.