La danza fa vivere.
Ogni volta rispiego a me stessa il mio nuovo inizio e lo faccio danzando.
Mi srotolo via dall’adolescenza grazie alla Danza Libera, già mamma ritrovo e armonia nei gruppi di danze folcloristiche, mi aggrappo nel dolore della perdita alla danza come terapia e trasformo il dolore in passi di danza. Abbandono il mio ruolo di insegnante. Imparo di nuovo, esploro altre culture col linguaggio del corpo e il sostegno del ritmo.
Esperimento forme di meditazione in movimento.
E non sono sola. Incontro corpi e sorrisi, scambio sguardi ed impulsi vitali.
In realtà è dallo sguardo che arriva il nutrimento per l’anima affamata di senso.
Uno sguardo che si posa, scorre, penetra e porta al cuore e alla mente gli stimoli e la sorpresa per rinnovare il gioco della vita. Così complessa, così semplice. Come una danza.
