Iole Cuccurullo

Ho iniziato a ballare a 16 anni nella discoteca di un villaggio turistico di Peschici, durante una vacanza per studenti. Mi son sentita libera, come canta Gaber: “la libertà è partecipazione”, e mi capita anche se ballo da sola di sentirmi parte di qualcosa di più grande.

Quando ballo passa l’oscurità e non sento più niente, se non la gioia. 

Anche come spettatrice mi succede, per esempio quando guardo il video di Sia “Chandelier” la percezione noiosa della realtà, che spesso mi appartiene, si trasforma in qualcosa di mistico, in una magia che non è magia ma qualcosa di bello poco conosciuto.