Un movimento che placa un po’ la nostalgia che in questi anni, secondo il mio parere, i cartelloni italiani hanno lasciato per avvicinarsi a spettacoli più sperimentali.
DI tanto in tanto coreografie come queste smuovono i pensieri: prima fanno scaturire sentimenti contrastanti poi, grazie anche alle danzatrici e amiche che emotivamente mi trascinano dentro queste storie, mi fanno ritrovare un po’ di chiarezza e capisco che per farmi attraversare non posso mettere barriere.
Lucrezia Gabrieli
